Startup: cosa sono e qual è il loro ruolo nell’emergenza Corona Virus

Startup: cosa sono e qual è il loro ruolo nell’emergenza Corona Virus

Qual è il ruolo delle Startup, in Italia e all’Estero, alla luce dell’emergenza Corona Virus? Qual è la loro risposta all’appello del Ministro per l’Innovazione Tecnologica? Scopriamo alcune iniziative interessanti.

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Durante questi ultimi giorni di emergenza da Corona Virus (il ceppo virale) o Covid-19 (la specifica malattia), abbiamo sentito spesso parlare di Startup che stanno offrendo servizi e soluzioni per far fronte ai numerosi disagi dovuti all’epidemia e alle conseguenti norme di prevenzione.

Prima di scoprire quindi qual è il vero ruolo delle Startup in questo quadro di emergenza, facciamo un passo indietro e capiamo cosa è una Startup.


Definizione di Startup, Startup innovativa e Startup innovativa a vocazione sociale

La Startup è un’organizzazione temporanea, che ha lo scopo di cercare un business model scalabile e ripetibile.

Utilizziamo la definizione di Steve Blank, uno dei maggiori esponenti dell’ecosistema startup internazionale, per spiegare cos’è una Startup. Tre caratteristiche dunque:

  1. temporaneità: lo start up è una fase transitoria e punta a “uscire” da tale fase per diventare grande impresa;
  2. sperimentazione: alla ricerca del business model che sia profittevole e faccia innovazione;
  3. scalabilità: il suo business model deve essere ampio e scalabile nei suoi processi.

Questo, almeno nel panorama americano. Cosa accade invece in Italia?

Startup innovativa

In Italia la definizione di Startup si tinge di burocrazia e all’art. 25 del DL 179/2012 troviamo la definizione di Startup innovativa:

“società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano oppure Societas Europea, le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.”

In particolare, una società, per essere definita startup innovativa, deve possedere diversi requisiti: oggetto sociale in ambito innovazione e tecnologia, residenza in Italia o Unione Europea con presenza di filiale in Italia e diversi altri.

In più, deve rispettare almeno uno dei seguenti requisiti:

  • spese in ricerca e sviluppo per almeno il 15%;
  • personale che sia per due terzi in possesso di laurea magistrale o per un terzo in possesso di dottorato di ricerca;
  • una privativa industriale, di cui essere titolare, depositaria o licenziataria, relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale ovvero titolarità dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore.

Startup innovativa a vocazione sociale

Cosa sono poi Startup innovative a vocazione sociale? Si tratta di società innovative che rispettino i requisiti del Decreto ed in più, operino in settori considerati di alto valore sociale, tra cui assistenza sociale o sanitaria; educazione, istruzione e formazione, anche universitaria e post-universitaria; formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo.

Urban labs è, per esempio, la prima Startup innovativa a vocazione sociale d’Italia ad essere stata costituita senza l’ausilio di un Notaio. Operiamo in qualità di Centro per l’Orientamento ed Ente di Ricerca oltre che quale Società di Consulenza strategica.


Startup e Solidarietà Digitale: l’appello del Ministro per l’Innovazione Tecnologica

Abbiamo adesso un quadro abbastanza chiaro di che tipo di società stiamo parlando. Capiamo quindi qual è il ruolo delle startup alla luce dell’emergenza che sta affrontando tutto il Paese, partendo dall’appello del Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano.

“L’Italia è un solo grande Comune e una situazione come questa ci riguarda tutti, nessuno escluso. Digitale e innovazione possono aiutarci a vincere e abbiamo il dovere di provare a usarli nell’interesse comune, nel modo migliore possibile e senza lasciare nessuno indietro. Che siate una multinazionale o una partecipata pubblica, una startup, una piccola o media impresa, un’associazione di volontari o semplicemente degli appassionati di digitale e tecnologia, se pensate di disporre di una soluzione, di un servizio capace di fare la differenza, di dare una mano a garantire a chi vive nelle aree in quarantena un quotidiano sostenibile, fatevi avanti”.

Queste sono state le sue parole in tema di emergenza Covid-19; parole, che hanno dato il via all’iniziativa “Solidarietà Digitale”: una piattaforma dove trovare servizi digitali gratuiti per che si trovi in zona rossa (ieri, in realtà, allargata a tutta la Nazione).

L’iniziativa è stata pensata per ridurre l’impatto sociale ed economico nelle aree colpite da restrizioni grazie a servizi e soluzioni tecnologiche-innovative: parliamo infatti di piattaforme per lo smart working, l’e-learning o anche l’intrattenimento e l’informazione.


Come rispondono le Startup all’emergenza Covid-19

Startup, grandi imprese e associazioni hanno risposto in gran numero all’emergenza Covid-19, alcune rispondendo all’appello del Ministero mettendo a disposizione i loro servizi gratuitamente, altre studiando soluzioni per migliorare o risolvere il problema. Scendono in campo infatti colossi come Amazon, Tim, Vodafone, Fastweb, Gruppo Mondadori, Eolo, Gruppo Gedi,Cisco Italia e IBM, Microsoft, Connexia, Weschool, Joinconference ed anche startup ed ex-startup come DaVinci Salute e Docety. 

Medicina e informazione

In campo puramente medico, diverse sono le startup che sono al lavoro per la ricerca di un vaccino, come Inovio, Moderna, CureVac e Novavax: alcune già in fase test.

Dal punto di visto dell’informazione medica, invece, DaVinci Salute ha messo a disposizione i suoi servizi di telemedicina già dallo scorso 3 Marzo. Tramite la piattaforma, medici e specilisti possono gestire gratuitamente tramite video, audio e chat le richieste di consulto medico sul Coronavirus.

Smart Working e e-learning

Cisco Italia e IBM hanno reso disponibile gratuitamente l’accesso a Cisco Webex Meetings: la piattaforma di smart working che permette di pianificare e partecipare a riunioni, collaborare e condividere documenti e dati, con anche il supporto di volontari IBM. 

WeSchool e la Startup Docety scendono in campo, invece, per far fronte alla chiusura di Scuole e Università, con le loro soluzioni e-learning: la classe digitale di WeSchool dove, non solo fare lezione, ma condividere documenti e gestire lavori di gruppo e la piattaforma di video corsi Docety, non solo per docenti, ma anche per realtà pubbliche e private che abbiano necessità di erogare notizie d’emergenza.

Connettività e intrattenimento

Le restrizioni circa la mobilità hanno portato poi colossi come Vodafone, Fastweb, Tim e diversi altri a prevedere l’eliminazione di limitazioni sui piani tariffari telefonici e web. Il Gruppo Mondadori invece offre abbonamenti gratuiti ai suoi magazine in formato digitale per tre mesi.


Questi sono solo alcuni esempi del ruolo delle Startup e delle imprese tutte in questa fase critica dell’emergenza Corona Virus. Parliamo di un ruolo fondamentale: non solo stavolta di innovazione tecnologica utile allo sviluppo del Pese, ma necessaria per contenere un’emergenza che va arrestata. 


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